LOTTARE PER AMARE
18 anni dalla prima Giornata Internazionale Contro Omofobia, Bifobia e Transfobia.
- Petrini Lisia
Il 17 Maggio 1990, l’Organizzazione Mondiale della Sanità rimosse ufficialmente l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali, riconoscendo di fatto l’orientamento sessuale come parte dell’identità della persona.
Sono passati 32 anni da quello storico evento e ne sono passati 18 dall’istituzione della Giornata Internazionale Contro l’Omofobia, la Bifobia e la Transfobia, ma sono ancora numerose le persone appartenenti alla comunità LGBTQ+ che rischiano di essere incarcerate, criminalizzate o addirittura uccise da un sistema giuridico che non protegge, non difende e non celebra la diversità. Sono 73 gli Stati che perseguono penalmente i rapporti tra adulti dello stesso sesso, in particolare 13 di questi Paesi (come Brunei, Iran, Mauritania, Nigeria, Yemen e Arabia Saudita) prevedono la pena di morte e 17 hanno adottato leggi contro la “propaganda LGBTQ+”. In Europa spicca la Polonia dove esistono vere e proprie municipalità che si sono auto-dichiarate libere dall’ideologia e dalla propaganda LGBTQ+.
Nonostante la Giornata Internazionale Contro l’Omofobia, Bifobia e Transfobia sia celebrata in 130 nazioni, sono solo 33 i Paesi che hanno delle effettive leggi anti-discriminatorie e solo 32 riconoscono il matrimonio tra persone dello stesso sesso.
In Italia, ad oggi, non esiste una legge specifica che protegga le vittime di discriminazione, che a volte si tramuta in violenza, e le recenti proposte, come il DDL Zan, continuano ad essere affossate. Nel nostro Paese esiste solamente una legge che riconosce le Unioni Civili; non ha quindi gli stessi diritti e doveri del matrimonio, non riconosce e non protegge l’esistenza di famiglie “diverse” da quella “tradizionale”.
Un altro grande ostacolo è rappresentato dalle terapie di conversione, una pratica che tratta le persone non-etero e non-cisgender - ovvero che si identificano nel genere attribuitogli alla nascita - come innaturali e rinforza lo stereotipo che l’orientamento sessuale e/o l’identità di genere siano delle scelte. In tantissimi Stati, tra cui l’Italia, non esiste ancora nessuna legge specifica che vieti e punisca queste pratiche.
Ma segni di cambiamenti positivi continuano ad arrivare ogni giorno, infatti nel 2020 nell’Irlanda del Nord, Svizzera e Costa Rica è stata riconosciuta la parità matrimoniale; l’omosessualità è stata depenalizzata in Gabon e Bhutan; la Germania, lo Stato della Virginia, la Grecia e il Messico hanno criminalizzato le terapie di conversione per i minori e l’Albania ha attuato un divieto totale.
In fondo, questa diciottesima Giornata Internazionale è un modo per ricordare quante persone abbiano sofferto e continuano a soffrire ma anche le tantissime vittorie che la comunità LGBTQ+ ha ottenuto, sperando che un giorno si possa smettere di lottare per avere il diritto di amare.


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